I miei progetti

In questa sezione presento i principali progetti di ricerca e di lavoro a cui mi sono dedicata, individualmente e in collaborazione con altri autori, frutto di un percorso professionale orientato all’approfondimento scientifico, alla riflessione clinica e alla promozione del benessere psicologico.

Questo lavoro esplora il tema dell’adozione attraverso l’orientamento dell’Analisi Transazionale, con particolare attenzione all’età adulta. Al centro della ricerca vi è l’ipotesi che la scrittura autobiografica possa rappresentare uno strumento efficace per aiutare la persona adottata a diventare consapevole e comprendere il proprio copione di vita. Integrando la teoria dello sviluppo infantile dell’A.T. con un intervento psico-educativo più ampio, lo studio propone l’autobiografia come pratica di cura di sé.

Questo studio approfondisce il tema del rischio di maltrattamento fisico infantile alla luce del Social Information Processing Model (Milner, 2003), evidenziando il ruolo centrale degli schemi cognitivi genitoriali e della funzione riflessiva. La ricerca, condotta su 165 genitori, ha analizzato le associazioni tra potenziale di abuso, funzione riflessiva genitoriale e disregolazione emotiva, mettendo in luce correlazioni significative tra questi fattori. I risultati evidenziano inoltre differenze di genere tra madri e padri, sottolineando l’importanza della capacità di comprendere gli stati mentali propri e del bambino come elemento chiave nella prevenzione del rischio.

Il progetto nasce dall’analisi delle nuove forme di devianza giovanile, con particolare attenzione al fenomeno delle baby gang nel Nord Italia. Negli ultimi anni, episodi di violenza improvvisa e azioni criminali agite da gruppi informali di adolescenti hanno posto nuove sfide educative e sociali.
Partendo dal riconoscimento delle fragilità emotive, relazionali e familiari che caratterizzano molti giovani autori di reato, il progetto propone un intervento multidisciplinare finalizzato alla riduzione della recidiva. Attraverso il potenziamento dell’intelligenza emotiva e lo sviluppo delle abilità sociali, l’obiettivo è favorire percorsi di consapevolezza, inclusione e responsabilizzazione, intervenendo in modo concreto su comportamenti quali risse, aggressioni, rapine e atti di bullismo.
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Alternativamente è un progetto educativo e rieducativo rivolto a minori autori di reato coinvolti in baby gang. Nato per contrastare l’aumento delle gang giovanili in Italia, punta a prevenire la recidiva attraverso un percorso di 12 mesi destinato a ragazzi in messa alla prova. Guidato da uno psicologo e un criminologo, il programma lavora su intelligenza emotiva, abilità sociali e riflessione sul reato, offrendo strumenti concreti per gestire le emozioni e scegliere comportamenti legali e più funzionali. Per saperne di più clicca qui

La mia tesi si colloca nell’ambito della psicopatologia forense e analizza il rapporto tra disturbi mentali e comportamento criminale. Attraverso uno studio esplorativo condotto presso una Comunità Terapeutica Riabilitativa Psichiatrica, ho esaminato un campione di donne autrici di reato con diagnosi psichiatriche stabilizzate, approfondendo in particolare la prevalenza dei disturbi di personalità del cluster B e dei disturbi dello spettro psicotico. L’obiettivo del lavoro è stato quello di indagare le possibili connessioni tra specifici quadri psicopatologici e tipologia di reato, offrendo una riflessione clinica e criminologica utile alla comprensione e alla gestione del rischio in ambito forense.

Questo studio comparativo indaga le differenze di genere nei profili clinici e criminologici di pazienti inseriti in comunità psichiatriche forensi in Veneto, contribuendo a colmare una lacuna della letteratura italiana, ancora prevalentemente centrata su campioni maschili. Attraverso un’analisi osservazionale e retrospettiva di 134 pazienti (104 uomini e 30 donne), sono state esaminate diagnosi psichiatriche e tipologie di reato, valutando il ruolo del genere come possibile variabile predittiva.
I risultati preliminari evidenziano differenze diagnostiche significative tra uomini e donne, ma indicano che è la diagnosi psichiatrica — più che il genere — a rappresentare il principale predittore della tipologia di reato. Il lavoro sottolinea quindi l’importanza di un approccio clinico centrato sulle caratteristiche psicopatologiche individuali, promuovendo modelli valutativi e interventi terapeutici sempre più personalizzati e sensibili alla complessità del contesto forense.

La Consulta Giovani 2024 dell’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe del Veneto (OPPV), di cui ho fatto parte,  ha condotto uno studio pilota volto ad indagare le conoscenze sui servizi promossi dall’Ordine da parte degli studenti universitari della Laurea Magistrale in Psicologia iscritti alle Università degli studi di Padova, di Verona e dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e di Verona, tramite un questionario appositamente creato e diffuso per via telematica.